Oggi faccio la conoscenza di una nuova autrice, Berenike Swan che ho iniziato a leggere e che sarà protagonista di uno dei nostri prossimi inviti alla lettura e chissà, magari anche di un incontro con l’autore. Sarebbe magnifico! Ma bando alle ciance e diamo la parola alla protagonista della nostra intervista.

– Ciao Berenike, benvenuta nelle pagine dei Diari di Palude, per cominciare, puoi dirmi qualcosa di te per presentarti ai lettori del blog?

Ciao, è un piacere partecipare a questa intervista, prima di tutto vorrei ringraziarvi per l’opportunità e per leggere e dare spazio ai miei romanzi. Sono Berenike Swan, naturalmente è uno pseudonimo che ho scelto quando ho iniziato a pubblicare le storie che scrivevo e adesso mi è rimasto incollato addosso, tanto che mi risulta naturale sentirmi chiamare Berenike. Sono laureata in mediazione linguistico-culturale. Scelsi questa facoltà perché tra le mie grandi passioni – ne ho tante – ci sono le lingue e culture straniere, i viaggi e la letteratura. Leggo e scrivo da sempre, ma solo nel duemila diciannove ho iniziato a pubblicare le mie storie su Wattpad. Da lì ho cominciato a farmi conoscere come autrice e quando nel duemilaventi una casa editrice mi ha proposto di far diventare una di queste storie un libro, dopo l’incredulità iniziale ho accettato e da allora non ho più smesso di scrivere romanzi. Attualmente ne ho all’attivo cinque.

– Non voglio anticipare nulla del romanzo che sto leggendo, “Mi hai rubato il cuore” (il primo volume de I ragazzi del borgo), volevo però chiederti: quanto di autobiografico c’è in questo libro e più in generale nei tuoi lavori?

Questo libro ha diversi elementi autobiografici, non la storia in sé, ma molti riferimenti a episodi, situazioni ed emozioni che ho vissuto. È ambientato tra Sabaudia e Latina, quindi il primo elemento autobiografico è proprio questo. Sono nata e cresciuta in una piccola frazione, ora mi sono trasferita in città, in questa serie ho voluto raccontare la vita nei borghi, i sogni ambiziosi di ragazzi che come me volevano di più da ciò che una realtà provinciale poteva offrire. Inoltre, in “Mi hai rubato il cuore”, la protagonista principale Daisy è una ballerina e questo è abbastanza autobiografico, dato che per sedici anni la danza è stata la mia vita. In ogni mio romanzo c’è qualcosa di me, una passione, un sogno, un’esperienza vissuta. Infatti, alcune persone che mi conoscono e leggono i miei romanzi, provano a cercarmi tra le righe.

L’autrice Berenike Swan

– Essere giovani autori in Italia cosa vuol dire? E’ difficile pubblicare?

Pubblicare non è la parte difficile, io dopo l’esperienza con due case editrici diverse ho voluto pubblicare la serie “I ragazzi del borgo” in self ed è stata un’esperienza interessante. Ciò che è davvero difficile è emergere, farsi conoscere. Le “grandi case editrici” danno poco spazio ad autori emergenti sconosciuti, se non sei famoso non ti danno nemmeno la possibilità di presentare un tuo manoscritto. Quelle più piccole spesso non ti supportano nella promozione dopo il lancio del libro e la promozione è un elemento fondamentale, perché puoi anche aver creato un capolavoro, ma se le persone non sanno che hai scritto un libro nessuno lo leggerà.

– Ho letto nella tua bio che hai pubblicato le tue prime storie su Wattpad, è uno strumento che consiglieresti oggi?

Sì, consiglierei a chiunque voglia provare a muovere i primi passi nel mondo dell’editoria di cominciare da Wattpad, o simili. È una sorta di scuola che ti forma sia dal punto di vista della scrittura che sul giudizio della gente, inizi a capire cosa piace al pubblico e se quello che scrivi interessa, emoziona, diverte. Per me è stato un trampolino di lancio molto utile, leggendo i commenti alle mie storie ho capito che valeva la pena continuare a scrivere e come potevo migliorare. Inoltre, è una community, ho avuto la fortuna di conoscere persone fantastiche in tutta Italia che hanno la mia stessa passione per i libri e la scrittura.

– Se “Mi hai rubato il cuore” diventasse un film e dovessi scegliere una colonna sonora, quali brani musicali inseriresti?

La playlist dei miei libri è una cosa molto importante per me. Infatti, su Spotify potete trovare le soundtrack che ho creato per ogni romanzo. Inoltre, all’interno dei miei libri cito spesso delle canzoni che entrano a far parte della storia. Per “Mi hai rubato il cuore” ci sono delle canzoni che le fan della serie collegano alla storia del ragazzi del borgo, come “La musica non c’è” di Coez, “Piccola stella”, “I tuoi particolari” e “Amati sempre” di Ultimo, “Icaro” di Irama, “Ti sento” di Ligabue, “Completamente” dei Thegiornalisti, ma anche musica classica come “The Departure di Michael Nyman e “Swan lake” di Tchaicovsky.

– E’ vero, mi ero ripromessa di non dire nulla su “Mi hai rubato il cuore” ma non è facile! Potresti dare ai lettori un accenno della storia?

Certo, proverò a non fare spoiler. È la storia di ragazzi con sogni troppo ambiziosi per il piccolo borgo in cui sono cresciuti. Qualcuno commette degli errori e si perde, altri studiano e lavorano duramente per realizzarsi. L’amicizia e l’amore sono ciò che li aiutano a crescere senza rinunciare ai loro desideri. Daisy sogna di fare la ballerina, è fragile ma determinata, nel corso della storia trova una forza incredibile dentro di sé per affrontare tutte le difficoltà che la vita le mette davanti. Rico vuole diventare tatuatore, ma la sua famiglia ha problemi economici, non può permettersi di studiare, deve fare un lavoro che non gli piace e finisce per fare scelte sbagliate. Quando incontra Daisy tutto cambia. La ragazza diventa un esempio per lui. I sentimenti che provano l’uno per l’altra e l’affetto dei loro amici, li porteranno a crescere e cambiare per ottenere un futuro all’altezza dei loro sogni.

– Ultima domanda: ci vieni a presentare un libro con i Diari?

Molto volentieri. Mi farebbe davvero piacere conoscervi, farmi conoscere e presentare i miei libri, sperando che le mie storie riescano ad emozionare chi vorrà leggerle.