Devo dirlo, Violetta mi era mancata. Dopo il romanzo d’esordio “E se il biscotto avesse ragione?” Michela Quagliariello torna a raccontarci delle peripezie di Viola con un secondo libro “Si, no, non lo so!” entrambi pubblicati da Edizioni Smasher. Vorrei cominciare col dire che l’unica pecca che ho trovato in queste pagine è che finiscono troppo presto. Ogni momento di lettura mi ha catapultato in un vortice di situazioni che mi hanno fatto ridere, commuovere, riflettere e soprattutto per quanto riguarda quest’ultimo romanzo, ricordare. Se il filo conduttore del primo capitolo era l’oroscopo cinese, questa volta è il significato dei numeri che in cinese, questo non lo sapevo, possono ricordare in alcuni casi anche determinate parole per similarità di suono. Restano in entrambi i capitoli della saga di Violetta i biscotti della fortuna e ovviamente i messaggi che contengono, una bussola tutta da interpretare che guida la protagonista attraverso storie d’amore e d’amicizia.

L’autrice ha infatti un modo tutto suo di esplorare i sentimenti passando attraverso situazioni che si potrebbero definire comuni ma che in realtà diventano espedienti narrativi per comprendere i personaggi e che in qualche modo consentono al lettore di specchiarsi. Perchè alcune circostanze appartengono un po’ alla vita di tutti ma non per questo risultano banali. Lo stile così limpido e allo stesso tempo sferzante passa nel caleidoscopio dell’ironia che come sempre è rivelatrice. Si può ridere ma sempre, si riflette.

Nel romanzo “Si, No, non lo so!” Violetta vive in pieno periodo Covid. Vorrei precisare che il romanzo tratta l’argomento con il massimo rispetto e che non vengono prese posizioni di sorta su tematiche come ad esempio quella dei vaccini. Sembra passata una vita dal primo lockdown. Nel libro si attraversano momenti come la didattica a distanza, la ressa ai supermercati, i controlli, l’autocertificazione per uscire, i discorsi di Conte in televisione, la crisi del lavoro in un mondo che si ferma, l’odio nei confronti delle persone di nazionalità cinese. Tra queste c’è Mingmei la migliore amica di Violetta, così pure i suoi figli e la sua famiglia.

Altra cosa è Liu, sorella di Mingmei che si trasferirà in Inghilterra e a darle una mano sarà Federico, l’ex storico di Violetta. Succederà qualcosa tra i due? Chissà.

Una parte che mi ha catturata è stata quella sulla convivenza forzata tra Violetta e il suo attuale fidanzato Umberto, in parte mi ci sono anche rivista. Vivere tra la stesse mura diventa un momento di verità divertente in cui le fobie di lui prendono forma diventando a loro volta personaggi e quindi ospiti ingombranti in un appartamento già troppo piccolo. Cosa farà Violetta?

“Si, no, non lo so!” è una lettura che vi consiglio, è un libro che sì, attraversa il periodo Covid e la progressiva riapertura ma lo fa in una maniera umana e per questo vera, è un libro scritto nelle case di tutti noi che non ha paura di mostrare le fragilità che ancora ci accompagnano dopo anni che in un modo o nell’altro hanno segnato tutti. Soprattutto ci fa riappropriare del sorriso, senza dimenticare ma con la decisione di chi va avanti.

ps: Altro consiglio, quello di dare uno sguardo al catalogo della Edizioni Smasher per altri titoli interessanti. I libri di Michela Quagliariello sono acquistabili on line.

Sinossi: Mentre il mondo si ferma a causa del Covid, Violetta torna portando con sé una ventata d’aria fresca, vivace e impulsiva come sempre. Ma questa volta, la quarantena le sta stretta: costretta tra le mura di casa, si scontra quotidianamente con i disagi della pandemia, dalle preoccupazioni lavorative alla frustrazione per la libertà negata. A rendere tutto più complicato ci si mette anche la sua vita sentimentale. Mentre cerca di rimettere insieme i cocci, trova conforto nei sorrisi di Mingmei e dei suoi scatenati bambini. Ma il destino, in un periodo fatto di regole e distanziamento sociale, sembra volerci mettere lo zampino e le organizza sistematici incontri con Andrea Dibello, un affascinante vigile urbano, suo tormento e delizia. Tutto sembra volgere al meglio, ma quando Violetta è finalmente pronta a ricominciare, il passato irrompe con un tempismo perfido. Mentre un virus mette il mondo in ginocchio, l’allegria frizzante di Violetta diventa simbolo di una nuova ripartenza.