Gli zaini sulle spalle
E’ una calda giornata di sole.
Tanti piccoli grembiuli freschi di bucato.
Tanti zaini sulle spalle colmi di matite per disegnare, pastelli per colorare, diari per annotare, libri e quaderni per imparare.
Tanti zaini che fanno correre verso la scuola dove li attendono aule dove tra litigi, incomprensioni, pianti, rabbia, ma anche risate divertite, si costruiscono relazioni, si scopre il mondo e si cresce insieme.
Tanti zaini che raccontano di luoghi di incontro, di dialogo e di ascolto, attenzioni e rispetto.
Tanti zaini che preparano giovani adulti pieni di speranze e progetti.
Tanti zaini che trovano posto ai piedi di un banco dove ci sono seduti bambini timorosi ed eccitati, con volti curiosi e voci allegre;
dove si prende coscienza del tempo che passa, della vita che avanza.
Dove si forma lo spirito critico, si accendono le passioni e si impara a diventare adulti.
Tanti zaini che racconteranno di un giorno di scuola, il primo, che resterà scolpito in maniera indelebile nei cassetti della memoria.
Anche nella Striscia di Gaza e in tanti altri luoghi del mondo si racconterà di un primo giorno di scuola e di un nuovo anno scolastico, ma quel ricordo sarà impresso solo su un calendario.
In quei luoghi le scuole sono chiuse, distrutte o rese inagibili dalle guerre.
In quei luoghi, resta il silenzio delle aule vuote.
Un silenzio che avvolge, non dimentichiamolo, anche le aule dei bambini israeliani, perché al di la’ di chi sia vittima o carnefice, nessun bambino al mondo dovrebbe conoscere la brutalità di una guerra.
Un silenzio che avvolge anche le aule dei bambini ucraini, afgani.
Un silenzio che avvolge bambini purtroppo provenienti da diversi luoghi nel mondo.
Quei bambini non andranno mai più a scuola, così come i loro insegnanti, perché micidiali ordigni di morte hanno annientato i loro corpi e le loro culture.
Quei bambini non termineranno mai il loro ciclo scolastico delle elementari , né quello delle medie, né tantomeno quello delle superiori e dell’ università.
Tanti non arriveranno neanche ad iniziare quello dell’ asilo perché le loro vite sono state stroncate ancor prima di conoscere la luce.
Per quei bambini non ci saranno biblioteche, musei, archivi, librerie, moschee, chiese, edifici storici: tutta la loro storia millenaria è stata disintegrata.
Per quei bambini non ci sarà una mamma che chiede loro ” com’ è andata?”
Per quei bambini ci sarà una terribile realtà alternativa perchè le loro aule sono diventate rifugio e se prima erano fortunati perché potevano eseguire i compiti a casa solo di giorno o alla luce di una candela, adesso quei compiti non riescono più a farli perché stremati dalla fame e dalla stanchezza o peggio ancora, perché non ci sono più.
Siate dunque rispettosi ragazzi dei vostri zaini sulle spalle, essi sono templi sacri : lì dentro c’è il futuro.
Lì dentro c’è emancipazione.
Lì dentro c’è il tempo della ragione, della conoscenza.
Lì dentro c’è la storia, la consapevolezza, la dignità e la resilienza.
Lì dentro c’è una promessa: se studio, cresco.
Lì dentro ci sono libri.
Pensate ad ogni libro come ad un bambino e provate ad immaginare un mondo senza libri.
Buon anno scolastico 2025/2026 a tutti.
Emanuela Coppola