Non so se vi sia mai capitato di assistere allo spettacolo di un cielo lattiginoso. Lo chiamo così quando a volte allo spuntare del sole o viceversa al crepuscolo, la foschia attenua e confonde i colori più accesi, un po’ come succede negli acquerelli. Ogni sfumatura si perde nell’altra mantenendo al contempo la sua tonalità. Ho provato la stessa sensazione leggendo “Tre” di Valérie Perrin che ancora una volta ha scavato nel mio cuore di lettrice imprimendo la sua storia in quella delle mie emozioni.
“Il quaderno dell’amore perduto” (leggi qui la recensione) è un libro che mi è rimasto addosso e che ho anche regalato spesso, tutte le volte che ho sentito il bisogno di comunicare qualcosa di importante a una persona importante. Penso che “Tre” seguirà la stressa strada. Pagina dopo pagina ho vissuto insieme ai protagonisti Nina, Adrien ed Étienne ritornando però al contempo alla mia vita di molti anni fa. Alcuni romanzi hanno questa magia. Mi sono ritrovata al mare, a correre tra le onde insieme ai miei migliori amici in estati senza tempo, quelle che iniziano quando la scuola finisce. Il sapore del sale, l’odore della crema solare al cocco, il gelato dello stabilimento che dalla spiaggia libera raggiungevamo insieme, i ciondoli a forma di ciuccio. Cosa dire della musica, le canzoni tormentone, i primi gruppi di amici e le prove stonate. I falò. Poi ancora i primi baci, le corse in motorino ma anche eventi tristi a volte tragici, quelli che in un modo o nell’altro mettono fine ad alcuni lati di te, quelli più freschi e fanciulleschi. In una storia diversa dalla mia, ho ritrovato anche la mia narrazione ed attraverso queste pagine ho ricordato, ho amato e mi sono legata ai personaggi esattamente come ai compagni delle mie estati passate. Come di consueto allegherò anche la sinossi che davvero, non rende. Certo per la stratificazione del romanzo, non si poteva fare molto però in questo caso penso che non sia davvero sufficiente a farsi un’idea. Ora, che sono al termine dell’invito alla lettura mi rendo conto che non ho parlato del romanzo ma di me. Allora mi chiedo, non è forse questo quello che dovrebbe accadere quando incontri un libro che non si legge ma si vive?
Sinossi: «Mi chiamo Virginie. Di Nina, Adrien ed Étienne, oggi Adrien è l’unico che ancora mi rivolge la parola. Nina mi disprezza. Quanto a Étienne, sono io che non voglio più saperne di lui. Eppure fin dall’infanzia mi affascinano. Sono sempre stata legata soltanto a loro tre». Un’automobile viene ripescata dal fondo di un lago nel piccolo paese in cui sono cresciuti. Il caso viene seguito da Virginie, giornalista dal passato enigmatico. Poco a poco Virginie rivela gli straordinari legami che uniscono quei tre amici d’infanzia. Che ne è stato di loro? Che rapporto c’è tra la carcassa di macchina e la loro storia di amicizia Adrien, Étienne e Nina si conoscono in quinta elementare. Molto rapidamente diventano inseparabili e uniti da una promessa: lasciare la provincia in cui vivono, trasferirsi a Parigi e non separarsi mai.












