Torna in libreria un’autrice alla quale tengo molto, Michela Quagliariello con il suo nuovo romanzo dal titolo “Si no, non lo so!” Edizioni Smasher. Tanto per cominciare c’è un appuntamento: venerdì 21 novembre a partire dalle 18 Michela presenterà il libro alla Feltrinelli di Latina in via Diaz, un incontro da non perdere e che attendo da molto. Da quanto? Beh, diciamo dal momento in cui ho chiuso l’ultima pagina del suo romanzo d’esordio “E se il biscotto avesse ragione?” ospite dei Diari in due occasioni.

Nel primo libro, abbiamo seguito la vita di Violetta che dopo essere stata lasciata da Federico, il suo fidanzato storico, sceglie due direttrici per incamminarsi in nuovi percorsi sentimentali e più in generale nella vita che deve ricostruirsi senza le certezze di prima: l’oroscopo cinese e i biscotti della fortuna. Le avventure divise in capitoli seguono il ritmo del calendario cinese e degli animali che racchiudono i tratti distintivi dei personaggi maschili che Violetta incontrerà, ma non solo. Ci sono poi i biscotti che contengono parole tutte da interpretare, messaggi in bottiglia dal sapore orientale che spesso innescano equivoci, segnati da un’ironia tagliente quanto rivelatrice. E’ un libro questo in cui ci si può specchiare, che fa sorridere e al contempo riflettere in primo luogo su quanto sia complesso costruire rapporti umani autentici come quello con Mingmei la migliore amica di Violetta che è cinese.

Come ho scritto poche righe fa, nonostante il primo romanzo di Michela abbia una sua conclusione, mi sono auspicata fin da subito che ci fosse un seguito. Ed è arrivato. Questa volta la scelta dell’autrice è stata molto complessa perché Violetta torna ma la prospettiva cambia perché il romanzo è ambientato in pieno periodo Covid, durante la quarantena. Mi fido molto di Violetta e sono sicura, anche se ancora non ho letto il romanzo, che saprà condurci nella sua dimensione così fresca e fragile allo stesso tempo ma soprattutto ciò che riesce davvero bene a questo personaggio è la capacità di catapultare il lettore in una serie di eventi vorticosi e irresistibili. Acquisterò il romanzo durante la presentazione perché gli autori emergenti vanno sostenuti e promossi. Chi ama scrivere in questo momento è inoltre l’ultima barriera rimasta, una barriera fatta di parole, per arginare i pericoli che derivano dall’Intelligenza Artificiale. Non priviamoci del piacere di scrivere sarebbe come lasciare un messaggio in bottiglia, visto che ne abbiamo parlato, in un mare di polistirolo. In conclusione, ci tengo anche a sottolineare, in questo senso, quanto sia importante il lavoro delle case editrici, quelle vere che in un momento non proprio semplice per l’editoria investono sui giovani autori come appunto fa la Smasher. Quindi gli inviti dei Diari oggi sono due: sosteniamo gli emergenti e la piccola e media editoria.