Se si parla di romanzo, Gabo è la mia stella polare, quel punto di riferimento che mi aiuta a ritrovarmi, a fare parte di un mondo che vorrei fosse anche il mio. Un mondo, tanti modi, tante storie e personaggi e la sua magia dal sapore così reale. Per questo motivo ho aspettato un bel po’ prima di leggere “Ci vediamo in agosto”, che lo stesso autore non aveva voluto pubblicare. Il primo racconto lungo di quella che doveva essere una raccolta la cui meraviglia esplode subito anche nel breve cammino che attraversa questa storia. Quindi la scelta dei figli Gonzalo e Rodrigo di pubblicare comunque il romanzo a dieci anni dalla scomparsa del padre è stato sicuramente un gesto importante nei confronti dei lettori, è proprio il caso di dirlo, di cuore. Altrettanto significativo è stato il lavoro dell’editor Cristóbal Pera riassunto nella accorata nota al termine del libro dove ci sono anche dei frammenti inediti. Non anticipo altro.
Nel libro si assaporano i profumi dei Caraibi mischiati al gin, quelli che sfiorano vestiti estivi di lino, i petali dei giaggioli, le luci fioche che disseminate nei locali che illuminano discrete i balli degli amanti in cui il sudore che scivola sui corpi fa da preludio al piacere di una notte avventurosa. La musica e la danza scandiscono il ritmo delle storie e segnano la fisicità dei corpi che si toccano per la prima volta ma che in qualche modo si riconoscono. Le camere degli alberghi sono un crocevia in cui la storia di Ana Magdalena Bach si fonde a quella degli amanti, luoghi senza tempo in cui il caso è un fiore da cui succhiare nettare dolce, un potente afrodisiaco che fino all’alba fa dimenticare. Si dimentica sì ma poi si ricorda ed ogni uomo diventa per un anno intero, fino al prossimo 16 agosto motivo di interrogativi che bucano come aghi la vita familiare e coniugale di Ana Magdalena. Tutto è magico quanto carnale e l’attesa della protagonista devo ammetterlo è diventata anche la mia sentendola in ogni fibra del mio corpo.
Sullo sfondo c’è la figura della madre da cui Ana Magdalena si reca al cimitero ogni anno. E’ un luogo diverso sicuramente da quelli in cui scorrono sesso e passione ma comunque resta il ponte che collega l’Ana Magdalena fuori dall’isola a quella che per un giorno e una notte approda ai Caraibi come una meravigliosa avventuriera legata alla sue origini così vicine alla natura che brillano nei suoi fitti capelli neri. Gabriel García Márquez arriva ogni volta per me come un altro dei suoi personaggi che ho molto amato, Melquíades portando con sé oggetti misteriosi e storie meravigliose, invenzioni e messaggi cifrati, echi lontani di leggende e soprattutto la capacità di scoprire che la magia si nasconde nella realtà più di quanto immaginiamo,
Sinossi: Il sorprendente romanzo inedito dell’autore di Cent’anni di solitudine e L’amore ai tempi del colera. Si sentì maliziosa, allegra, capace di tutto, e imbellita dalla mescolanza sacra della musica con il gin. Pensava che l’uomo del tavolo di fronte non l’avesse vista, però lo sorprese a osservarla quando lo guardò per la seconda volta. Lui arrossì. Lei sostenne il suo sguardo mentre lui controllava l’orologio da tasca con la catenina. Ogni anno, il 16 agosto, Ana Magdalena Bach – quasi cinquant’anni di età e una trentina scarsa di soddisfacente vita matrimoniale – raggiunge l’isola dei Caraibi dove è sepolta sua madre. Il traghetto, il taxi, un mazzo di gladioli e l’hotel: questo rituale esercita su di lei un irresistibile invito a trasformarsi – una volta all’anno – in un’altra donna, a esplorare la propria sensualità e a sondare la paura che silenziosa cova nel suo cuore. Lo stile inconfondibile di Márquez risplende in “Ci vediamo in agosto”, romanzo musicalissimo di variazioni sul tema che è nello stesso tempo un inno alla libertà, un omaggio alla femminilità, una riflessione sul mistero dell’amore e dei rimpianti. Un’esplorazione del desiderio che non si affievolisce con l’età.
TITOLO: CI VEDIAMO IN AGOSTO
AUTORE: GABRIEL GARCIA MARQUEZ
EDITO DA: MONDADORI
PAGINE: 120












