Non avevo mai letto “L’amante giapponese” di Isabel Allende. Cercando tra gli scaffali della libreria una storia che potesse trasportarmi un po’ come le foglie d’autunno ho pensato che questo titolo potesse andare bene ed eccolo qui su una nuova pagina dei Diari. Devo ammetterlo, non è una lettura che mi abbia convinta fino in fondo anche se possiede, indubbiamente, dei suggestivi punti di forza e vorrei partire da questi.

La Allende non fa sconti ad Alma, la sua protagonista regalandoci il ritratto di una donna complessa ed intensa che ad un certo punto della storia rompe la tradizione della “classica” donna innamorata pronta a compiere indicibili rinunce. Questo non vuol dire che la malinconia, il rimpianto e la sofferenza non alberghino dentro di lei. Tuttavia, sanno mescolarsi a decine di altre sfumature e di relazioni che in qualche modo sbocciano in tutta la loro meraviglia anche se lontane dall’amore passionale ed erotico.

La Storia entra più volte nel romanzo e lo caratterizza profondamente partendo dalla Polonia della Seconda Guerra Mondiale. La parte poi sugli internamenti dei giapponesi americani negli Stati Uniti è davvero ben tratteggiata ed offre sicuramente spunti nuovi approfonditi attraverso la lente dei sentimenti e dell’amore della lontananza e delle lettere che rimarranno il filo conduttore all’interno del romanzo. E si arriva a San Francisco che nella vita di Alma si alterna a variopinti viaggi nel mondo da cui trae ispirazione nella sua carriera da artista. Poi c’è Lark House, la casa per anziani, l’ultimo luogo in cui le vite si intrecciano.

Cosa dire di Ichimei? E’ il personaggio che ho amato di più e che vi invito a scoprire gesto dopo gesto, nel suo essere etereo e sognatore, lontano dal Giappone ma anche dall’America in una terra di mezzo in cui gli spiriti sono essenza rivelatrice.

Cosa non mi ha convinta quindi? Ho trovato che ci sia poco spazio per l’immaginazione per il lettore. Le descrizioni legate agli stati d’animo sono spesso fitte e ciò potrebbe rendere alcuni passaggi, tra l’altro centrali, fin troppo obbligati. Di contro, penso che alcune delle vicende che si sovrappongono tra presente e passato meritassero qualche pagina in più. Nel complesso resta una lettura che mi sento di consigliare soprattutto per chi cerca pagine in grado di trasportare l’immaginazione nel tempo e per chi pensa che ancora valga la pena scrivere una lettera, nell’era serrata dei social, a chi si ama.

Sinossi: L’epica storia d’amore tra la giovane Alma Belasco e il giardiniere giapponese Ichimei: una vicenda che trascende il tempo e che spazia dalla Polonia della Seconda guerra mondiale alla San Francisco dei nostri giorni.

TITOLO: L’AMANTE GIAPPONESE

AUTRICE: ISABEL ALLENDE

EDITO DA FELTRINELLI

PAGINE: 290