Cari amici lettori, l’appuntamento di cui vi sto per parlare, non è semplicemente la presentazione di un libro, ma un atto di coscienza e coraggio, uno di quelli che solo la scrittura sa dare. Sabato 11 aprile, a partire dalle 18 presso la sede di Latina Bene Comune in via Cattaneo 5 a Latina, sarà presentata l’antologia “Non chiamatelo amore” pubblicata da Edizioni Smasher. Il progetto è curato dalla scrittrice Rossana Carturan e contiene i racconti di alcuni allievi del suo corso di scrittura creativa. L’intero ricavato dalla vendita dei libri e ci tengo a sottolinearlo, l’intero ricavato, andrà all’Associazione Frida – Rete Antiviolenza. Questo libro nasce come un lavoro di squadra, tra Edizioni Smasher e il Collettivo Creativo Latina ed è la dimostrazione di come la scrittura possa divenire uno strumento unico per dire No ad ogni genere di violenza partendo da quella feroce e subdola che corre sul web. Non in ultimo si tratta di una antologia bellissima, una lettura intensa che non riguarda solo l’universo al femminile. Anzi.

Di seguito, un estratto dalla prefazione di Rossana Carturan: “Non chiamatelo amore” è un’antologia che nasce dalla penna di chi compone il Collettivo Creativo Latina. Il tema che attraversa queste pagine è la violenza di genere, esplorata in tutte le sue forme: dalla dimensione domestica alla diffusione non consensuale di materiale intimo, dal femminicidio agli abusi sul luogo di lavoro, fino a quelle manifestazioni più sottili e spesso invisibili che si annidano nelle relazioni, nel linguaggio, nelle dinamiche di potere. Non esiste un unico caso, né una sola tipologia: questo progetto editoriale apre uno spazio che accoglie la complessità e rifiuta le semplificazioni. Ogni racconto è un’espressione individuale che prende forma in uno stile emotivo e riconoscibile, diverso per sensibilità, carattere ed età. Tutti, però, condividono una stessa consapevolezza: raccontare significa non voltarsi dall’altra parte, assumersi la responsabilità di dare forma a ciò che spesso viene taciuto e di restituirlo al lettore come possibilità di riconoscimento e di ascolto. Questo lavoro si configura come offerta e sostegno alla Rete Nazionale Antiviolenza “Frida Kahlo” APS ETS, realtà fondamentale di ascolto, protezione e rinascita. Partecipare a questo progetto ha significato, per tutti, trasformare la scrittura in un gesto concreto di responsabilità e vicinanza, reso possibile dalla generosità di chi ha scelto di esporsi, di mettere in gioco la propria voce e le proprie parole per una causa giusta. A tutte le autrici e a tutti gli autori va un ringraziamento profondo: per aver donato i loro racconti, il loro tempo e la loro sensibilità, trasformando l’atto narrativo in un atto di partecipazione consapevole”.












