Chi Siamo 2018-05-12T16:05:38+00:00

E’ impossibile prevedere, a volte capire dove ci portano i pensieri. Le associazioni di idee sono improvvise e riportano in superficie tante pagine di noi nascoste tra i ricordi. Pagine che riaffiorano come da una palude intrise di melmose sensazioni.
Ogni giorno nelle cose più semplici scriviamo una pagina di noi e senza alcuna ambizione abbiamo pensato che realizzare un blog potesse essere lo strumento migliore per raccontarci e raccontare.

Un invito alla lettura ed alla scrittura veicolata anche dai social ma che fondamentalmente sia altro.
Recuperare la sensazione di avere un diario.

Questo blog è uno spazio non soltanto nostro ma di chiunque voglia scrivere e leggere ovviamente.Questo è un blog di blogger ma soprattutto questi sono i nostri diari di palude.
Buona lettura

Abbiamo pensato alla sezione “Calderone” per raccogliere anche le vostre pagine.

Attraverso l’indirizzo email del blog oppure la pagina Facebook potete inviare i vostri pensieri, racconti, e ancora segnalare curiosità o eventi. Una palude brulicante di idee in cui tutti sono bene accetti.

Solo qualche piccola avvertenza. Sul blog non si fa politica e non è lo spazio giusto per alcun tipo di attacco strumentale.

I contenuti inviati, compresi quelli fotografici non vengono retribuiti, il lettore che inoltra ne accetta automaticamente la pubblicazione autorizzato quindi il blog alla pubblicazione a titolo gratuito. Per info diaridipalude@gmail.com

Grazie per la pazienza.

E’ sempre bello immergersi in una storia.
Può mancare il respiro e il fondale potrebbe sembrare scuro e pericoloso. Ma pagina dopo pagina si risale ed alla fine, mettendo fuori il naso dall’acqua si capisce di avere vissuto un’altra bellissima storia.
Letture dalla palude” è una sezione pensata per raccontarvi dei libri che leggiamo.
Non recensioni ma inviti alla lettura. Questo blog non ha la presunzione di cimentarsi nella critica letteraria. Raccontare un libro, invitare a leggerlo proprio come si farebbe tra amici indipendentemente dalla data di pubblicazione, questo l’obiettivo.
Che sia un classico o una nuova uscita i nostri sono inviti a perdersi nelle pagine.

Anche le foto possono essere delle storie, momenti  da cui possono nascere dei racconti quando le nostre suggestioni vengono trasmesse ad altri.

E’ questo il senso della sezione “La foto racconta” a cui ogni lettore può inviare una foto con una piccola descrizione, che verrà pubblicata.I contenuti inviati, compresi quelli fotografici non vengono retribuiti, il lettore che inoltra ne accetta automaticamente la pubblicazione autorizzato quindi il blog alla pubblicazione a titolo gratuito.

Per contattarci ed inviare materiale è possibile scrivere all’indirizzo: diaridipalude@gmail.com

Oppure sulla nostra pagina Facebook

Per circa 14 anni i Monti Lepini e la pianura ai suoi piedi hanno rappresentato il punto di arrivo di lunghi ed estenuanti viaggi in macchina, sotto il sole pieno di agosto. Il baule carico e la radio che rincorreva le frequenze dal nord al centro Italia. Poi un giorno ci siamo fermati qui. I profili delle montagne mi hanno accolto fin da subito, diventando via via sempre più cari e familiari, rassicuranti. La palude e il litorale mi respingevano. Hanno cominciato a risucchiarmi esattamente tre anni fa.

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Anche nei momenti più difficili ho sempre avuto le mie storie. Un libro, un racconto, una poesia, possono leggerlo simultaneamente migliaia di persone ma questo non toglie che, scorrendo parola per parola possa essere anche solo tuo. Quello che vorrei, attraverso il blog, è che le parole possano circolare così come le storie. Un libro può essere un antidoto, può essere il chinino che guarisce le nostre emozioni nella palude dell’indifferenza. E’ difficile avere a che fare con le parole anche per chi come me ci ha dovuto lavorare e fare i conti. Ma un conto è il lavoro e un conto è un progetto. Ho scritto tempo fa che con una ciurma senza condottieri ma con tanta voglia di partire il vento nelle vele della nostra barca non potrà mai mancare. Fosse una piccola barchetta o un bellissimo veliero con questo blog, la nostra avventura è iniziata. Innamoriamoci delle parole e delle storie anche solo banalmente per viaggiare. Quindi buon blog a tutti, aspettiamo anche i vostri contributi.

Ex ragazzina dalla sguardo sempre basso, ex nuotatrice di nuoto con la monopinna, ex concertista per pianoforte, ex scrittrice di racconti per ragazzini tedeschi, ex accumulatrice di lettere d’amore mai spedite. Indagatrice dell’animo umano. Amante dell’acqua in tutte le sue forme, della fotografia per i particolari, e della musica, tutta. E dei casi persi. Giornalista professionista e chef a domicilio, appassionata delle persone vere e della letteratura tormentata, odia la televisione. Non concepisce niente che non sia mosso da passione. Citazione del caso: “Scrivo per salvare la vita di qualcuno. Probabilmente la mia” (Clarice Lispector)

 

Si scrive per lavoro o per il semplice piacere di farlo, per amore o per sfogo, quando si è solo bambini o quando la vita scivola via dal corpo e la mano è ormai tremolante. Si scrive da quando si entra nel mondo a quando a questo mondo si dice addio. Per mille ragioni diverse. Poche volte per sognare. Sicuro che il sogno invece sia di grande aiuto, sia per migliorare la propria esistenza che quando si fa troppo pesante almeno per tollerarla, credo che un blog ai sogni possa dare forma. Credo che possano diventare chiavi di lettura del presente e di un passato spesso visto con distrazione. Ancor di più in una terra magica, dove la maga continua a stregare chi ci vive e chi si trova solo di passaggio. Un microcosmo in cui a far sognare sono le tante, spesso semisconosciute, testimonianze del passato, la natura nelle sue mille forme, mutanti nel corso perpetuo delle stagioni, il rumore del mare e il vento che soffia nel bosco. Un territorio che da solo scrive storie. Basta fermarsi e sentirle narrare. Magari dalle piante e dagli animali che lo popolano. Allora forse si scrive anche per dare forma alla componente onirica, parlando agli altri cercando di farlo prima di tutto a se stessi.