Ripaludation, dalla palude fisica alle paludi interiori

Riflessioni di una mamma in dolce attesa

ideazione e testi Iunia Valeria Saggese – foto e grafica Davide Pezzella

Il 2020 si è concluso da poco e non abbiamo fatto altro che parlare di morte e malattia. Ma qualcuno si è mai chiesto come si sentono le donne in dolce attesa in questo terribile tempo di pandemia? È questa la domanda al centro di RIPALUDATION, racconto per immagini e parole dedicato alla nascita e alla rinascita. L’autrice, che aveva scelto il nostro blog per i suoi racconti di quarantena e per il lancio del suo romanzo d’esordio, torna a riflettere sull’attualità e lo fa nei panni di mamma in dolce attesa. Affiancata dall’amico fotografo Davide Pezzella, Iunia Valeria dedica ai figli e “agli adulti di domani che dovranno salvare il mondo” quello che potremmo definire un insolito book di gravidanza, consegnando ai posteri lo sconforto e la speranza di oggi, due facce della stessa medaglia.

RIPALUDATION è il ritorno alla palude per colei che viene dalla palude. Di cosa stiamo parlando? Di luoghi e anime che hanno bisogno di nascere e rinascere. In poche parole di vita e di morte, ma soprattutto di vita.
“Si contano i morti e i malati tutti i giorni ma nessuno pensa alle migliaia di pance, ai neonati, a tutto ciò che rappresenta vita, germogli, investimento in termini di capitale umano, che è il vero futuro” commenta l’autrice.
Ogni palude fisica e interiore attende di essere bonificata e così il racconto di morte e malattia attende di diventare racconto di nuova vita.
Le immagini molto potenti e inequivocabili sottolineano il contrasto tra il ventre fecondo che custodisce il futuro e luoghi in attesa di definizione, come marmo da scolpire o pietre al sole. Luoghi che rappresentano l’opportunità di un nuovo inizio.

Ogni centro urbano o periferia ha le sue pietre al sole tra le quali nel silenzio e nell’indifferenza la vita continua a muoversi.
Il concetto di ritorno alla palude, cui si presta la geografia e la storia del territorio di riferimento, è chiaramente un modo per alludere alle paludi interiori nelle quali ci ha sprofondato il covid, che sono anche occasione di bonifica come in un percorso di riciclo creativo, di trasformazione e rigenerazione che sono alla base di ogni processo evolutivo cosmico.
Paludi fisiche che rispecchiano quelle interiori e viceversa: come salvarsi? Ci viene in soccorso la maternità che è la metafora della necessità e dell’invito a non tralasciare sogni e speranze, a produrre, generare nuovo significato.
“Sono stato sin da subito piacevolmente travolto dall’energia di una mamma, una donna, una guerriera dalle idee non convenzionali. Iunia aveva idee molto chiare che avevano solo bisogno di un occhio esterno che potesse trasformarle in istantanee indelebili -rivela il fotografo-. Quello che ho cercato di fare è stato enfatizzare il più possibile i contrasti stridenti, guidando gli utenti attraverso la malinconia, la speranza e la fiducia nel futuro. Questo lavoro è rivolto soprattutto alle giovani generazioni affinché non perdano il coraggio e la forza di amare la vita e il proprio territorio. È proprio in questo momento difficile che ognuno di noi deve fare la propria parte, anche solo in termini di attitudine positiva e ritorno alla progettualità”.

Insomma la fecondità fisica, ci suggerisce il racconto, non può essere proficua fino in fondo senza fecondità mentale.
“Sento dire spesso che la pandemia ci ha insegnato cose nuove -conclude Iunia- e mi viene da sorridere. Cosa ci ha insegnato? Niente di nuovo, ha solo rimarcato quello che sapevamo già e cioè che siamo tutti di passaggio e conta solo ciò che lasciamo nonostante tutto. Ci sembra di aver capito qualcosa in più, io credo invece che il nostro cuore e il nostro cervello facciano troppo spesso qualche battito in meno”.
Tra i concetti richiamati qui all’attenzione ci sono anche l’attesa, la pazienza e la perseveranza, ma gli spunti sono davvero tanti. Ogni immagine infatti è una porta da aprire che conduce ad ulteriori stanze.
Ne parliamo proprio adesso in attesa di marzo, primo mese di primavera, stagione per eccellenza di rinascita e vi lasciamo con questo consiglio: gustatevi le pagine prima in silenzio poi, accogliendo l’invito a fine racconto, una seconda volta ascoltando il brano “Miserere” di Zucchero/Pavarotti.
Noi l’abbiamo fatto e il risultato è commovente.

(Nel frattempo Iunia Valeria è diventata di nuovo mamma mentre Davide è diventato zio. Auguri ad entrambi)

 

 

2021-03-01T11:29:03+00:00 March 1st, 2021|I racconti del caminetto|

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