La straordinaria storia della penna a sfera

Vi siete mai chiesti quale storia possa esserci dietro oggetti che sono entrati nella nostra quotidianità? Ciò che può sembrarci più scontato potrebbe nascondere una storia “rivoluzionaria”, pochi grammi di metallo piuttosto che di plastica potrebbero avere apportato cambiamenti radicali nella vita dell’uomo. Pensiamo ad esempio alla penna. Per il nostro blog non poteva esserci oggetto migliore su cui investigare.

A riguardo abbiamo trovato un libro davvero interessante uscito a febbraio, una pubblicazione della casa editrice Diarkos. Stiamo parlando del libro “La straordinaria storia della penna a sfera. Da László Bíró all’impero Bic” di Giulio Levi. 

Di cosa si tratta? Della “storia sconosciuta di un oggetto imprescindibile che ha rivoluzionato il modo di scrivere e la nostra vita quotidiana. Un tubicino esagonale di plastica trasparente, con dentro un altro tubicino di plastica pieno di un liquido pastoso, nero o di un altro colore. All’estremità è infilato un piccolo cono di ottone sul cui apice è incastonata una piccolissima sferetta di metallo che, fatta scorrere su un foglio di carta, lascia una traccia che non macchia, perché si asciuga subito. Insomma, avete capito: è una penna Bic, valore commerciale venti-venticinque centesimi.

La sua semplicità e il suo uso quotidiano, però, nascondono la storia di un’invenzione tutt’altro che scontata, di portata mondiale e rivoluzionaria per la vita di tutti i giorni. Una vicenda burrascosa e affascinante di ingegno e determinazione iniziata in Ungheria all’inizio degli anni Trenta, che si dipana attraverso intrighi commerciali, battaglie legali e mosse spregiudicate in uno scenario intercontinentale con lo sfondo delle leggi razziali e della Seconda guerra mondiale, e si prolunga fino ai giorni nostri”

 

2021-03-01T11:02:57+00:00 March 1st, 2021|Letture dalla Palude|

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