Vogliamo spiagge scintillanti di conchiglie e non di plastica

“Rifrangiti, scuro e profondo oceano blu, rifrangiti. Diecimila flotte spaziano invano su di te. L’uomo segna la terra con le sue rovine, ma il suo controllo si ferma sulla riva.”
(Lord Byron)

Oggi 8 giugno si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani. Ci piacerebbe parlare solo di quanto i mari abbiano ispirato alcune delle pagine più belle della letteratura ma proprio per questo e non solo, riteniamo che sia necessario riflettere su quanto i mari siano malati. Soprattutto per la presenza della plastica. Oceani, sì ma in tutto il mondo viene celebrato più in generale il mare perchè l’inquinamento ed altre pratiche come la pesca intensiva sono comuni sofferenze. Per non contare pratiche barbare come la caccia alle balene per cui lanciammo anche, sempre nel nostro piccolo, una piccola campagna.

La battaglia contro la plastica in mare sembra essere la prima da combattere. In tutto rappresentanti della comunità scientifica, associazioni ambientaliste,  singoli volontari sono al lavoro per trovare soluzioni al problema ma soprattutto per intervenire concretamente. Basti pensare ad esempio al progetto  Hotmic (Horizontal and vertical oceanic distribution, transport, and impact of microplastics)  fa parte di un apposito programma denominato Jpi Oceans. Tra i 6 Paesi che ne fanno parte c’è anche l’Italia attraverso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa. Il progetto si concentra soprattutto sul problema delle microplastiche.

Per via dell’emergenza Covid-19 la giornata oggi viene celebrata attraverso una serie di appuntamenti sul web. Il tema per il 2020 è “Innovazione per un oceano sostenibile”si riflette cioè sull’impatto che le azioni dell’uomo hanno sui mari e su come sia proprio l’uomo a dovere trovare soluzioni per rimediare ai propri errori. Un evento promosso anche dalle Nazioni Unite in collaborazione con Ocena Global. Qui il link dell’evento

Vi invitiamo inoltre a seguire le iniziative promosse dal Wwf partendo da quelle sulla pesca sostenibile . Molto interessanti anche i focus sulle emissioni di Co2 e sull’impatto che hanno sui nostri mari. E’ inoltre in corso a Canne, una giornata di sensibilizzazione  dal titolo “Dalla costa agli abissi”. Si tratta di un evento promosso sulla scorta dell’accordo Ramoge.  Gli scienziati dell’Agenzia francese per la biodiversità (AFB), IFREMER, CPIE, il Centro scientifico e la Direzione Ambiente di Monaco, l’Università di Genova, l’ISPRA e GIS Posidonia, protagonisti della campagna di esplorazione oceanografica dell’accordo Ramoge, condotta nel 2018 nelle zone profonde di interesse ecologico, presenteranno i vari risultati di questa spedizione compresi quelli negativi anche a profondità elevate.

Abbiamo iniziato questa pagina di diario con una frase di Lord Byron. E’ vero il controllo dell’uomo sull’ 0ceano si ferma sulla riva. Ma quello che non si può controllare sono fenomeni come la plastica in mare che poco hanno a che vedere con quei sentimenti antichi e magici che l’uomo prova guardando le onde e quel blu così intenso. Non possiamo permettere che alle storie misteriose su mostri marini e sirene si sostituiscano quelli delle mostruose isole che poco hanno a che vedere con tesori e pirati ma sono in realtà enormi masse di rifiuti galleggianti come già riscontrato in più parti del mondo. Ogni mareggiata ci parla è un messaggio fatto di plastica e rifiuti di ogni genere che coprono le nostre spiagge un tempo scintillanti di conchiglie.

 

 

2020-06-08T15:07:06+00:00 June 8th, 2020|Calderone|

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