Tornano i Racconti del caminetto, ti aspettiamo pagina dopo pagina

Torna il tempo di torte e cioccolata calda ma soprattutto di buone letture per accompagnare le nostre serate nei mesi più freddi. Quindi tornano i Racconti del caminetto, per il secondo anno,  il nostro appuntamento mensile davanti al fuoco per condividere un libro, una storia, ma soprattutto quello che pagina dopo pagina resta nei nostri pensieri. La lettura unisce, crea amicizie e le rafforza per questo le nostre davanti al caminetto non sono serate per critici letterari, anzi. Il prossimo appuntamento è per giovedì 12 dicembre stesso posto, stessa ora. Per informazioni sull’iniziativa e per partecipare leggi qui.

M quali libri saranno proposti per questo primo appuntamento? Senza svelare tutti i testi vi anticipiamo qualche titolo tra quelli che andranno al voto per scegliere il libro di cui si parlerà a gennaio. Ne avete già letto qualcuno oppure volete esprimere la vostra preferenza? Lasciateci un commento sulla nostra pagina Facebook sotto il post dell’evento e ovviamente, buona lettura.

IL VECCHIO CHE LEGGEVA ROMANZI D’AMORE (Luis Sepúlveda): Il vecchio Antonio José Bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Vi è approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un’esperienza, finita male, di colono bianco e alcuni romanzi d’amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall’aver vissuto “dentro” la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos saprà mai capire.

 

L’ANIMALE PIU’ PERICOLOSO (Luca D’Andrea): Una caccia all’uomo fra sentieri nascosti, masi abbandonati, cadaveri senza nome e interrogativi per cui, forse, non esiste risposta. In particolare uno: qual è l’animale più pericoloso? Dora Holler ha tredici anni e le idee chiare su ciò che non va nel mondo. Adesso si è data una missione: salvare il nido di una lince. Perciò scappa di casa con Gert, uno che ha conosciuto su Internet. Solo che Gert è un adulto e, soprattutto, il movimento ecologista di cui dice di far parte non esiste. Gert le ha mentito; mente sempre, perfino a sé stesso. Una fuga che doveva essere un viaggio iniziatico si trasforma in un incubo, impigliandosi nelle maglie di un disegno spaventoso che parte da molto lontano. La ricerca di Dora scatena volontari armati di fucile, teste calde e lotte di potere. Per salvarla serve qualcuno che ha conosciuto da vicino l’essenza più pura dell’orrore, un uomo «secco come un colpo di manganello e dallo sguardo come filo spinato». Il capitano dei carabinieri Viktor Martini, quello che in un’altra vita, a Roma, ha catturato lo Squartatore di Testaccio. E da allora non è più lo stesso.

LA LEGGE DEL SOGNATORE (Daniel Pennac) Daniel Pennac ha dieci anni, è in vacanza sul massiccio del Vercors con i genitori e l’amico Louis. Sopra il lettino di Daniel troneggia un poster con il disegno di un sogno di Fellini, un regalo del regista quando la madre lavorava a Cinecittà. Forse influenzato da un’intuizione che aveva condiviso poco prima con l’amico, il piccolo Daniel quella notte sogna che la luce è un liquido e che sgorga dalle fonti, e inonda prima l’abitazione e il salotto dove troneggia una statua di san Sebastiano, e poi dilaga per le strade, sommergendo tutta la cittadina, chiesa compresa. Molti anni dopo, ormai due uomini maturi, i due amici si ritrovano nella stessa stanza da letto e Louis propone a Daniel di fare un’escursione e andare a fare il bagno lì vicino, come facevano da bambini. Dopo essersi immerso nell’acqua gelida del lago, sotto il pelo dell’acqua, Daniel riscopre lo stesso paese sommerso del sogno d’infanzia, con la stessa chiesa, la casa con la statua di san Sebastiano, e le due strade dai nomi evocativi, rue du Repos e rue de la Paix. Cosa può aver provocato quel sogno premonitore infantile? Deve essere stata l’influenza di Fellini: allora Daniel decide di mettere in scena al Piccolo di Milano uno spettacolo sui sogni, un omaggio a Fellini, una festa che riunisca tutta la sua famiglia allargata e la popolazione di Milano, in un grande carnevale felliniano che culmina all’Arco di trionfo del Sempione. Ma forse anche questo era un sogno. Infatti, la madre di Daniel amava molto i film di Fellini, ma non ha mai lavorato a Cinecittà. E la città sommersa? E san Sebastiano? In perfetto equilibrio fra sogno e realtà, il libro è un tributo all’amato Fellini e all’amarcord personale dell’autore e della sua tribù immaginaria e reale. È un libro che desta meraviglia e offre un’occasione per riflettere sull’origine del sogno e sui misteriosi funzionamenti e nessi che la mente stabilisce.

CARNAIO (Giulio Cavalli) Giovanni Ventimiglia è un pescatore, da tutta la vita raccoglie nelle sue reti acciughe e granchi, anche se negli ultimi anni il mare è diventato avaro e sulla sua piccola nave non ha più un equipaggio. Il pesce lo vende nel mercato di DF, un paesino aggrappato alla costa come tanti, con un parroco che fa la predica ma va a puttane, un sindaco che è padre di sindaco, un’emittente locale che scalda i cuori delle casalinghe con il suo conduttore brizzolato. Ma un giorno di marzo Giovanni attraccando al pontile trova un cadavere, un uomo che in ammollo dev’essere stato per giorni, un ragazzo non di quelle parti, forse dell’Est o del Sud, uno di colore comunque. E dopo di lui, i ritrovamenti di cadaveri sbiaditi dall’acqua, tutti giovani, tutti neri si susseguono, senza che le autorità locali riescano a trovare un filo, cumuli di cadaveri da seppellire, identificare, gestire. E da DF chiedono aiuto, ma da Roma prendono tempo, impongono accertamenti, tanto che, per non venire sommersi, i cittadini saranno costretti a escogitare un sistema per affrontare l’emergenza, e poi nel tempo trasformarla in profitto.

VADO SOLO A FARE DUE PASSI (Eugenio Leucci): Cosa ha a che fare la Via degli Dei con Sibilla Aleramo, Diogene di Sinope, Lorenzino de’ Medici, don Andrea Gallo, il famigerato feldmaresciallo Kesselring e Ugo il Grande di Toscana? Apparentemente nulla. Eppure è con loro che il lettore percorrerà centoventi chilometri fra Emilia e Toscana. Seguendo la Via degli Dei, un apprendista camminatore ci conduce attraverso boschi, antiche pievi e paesini di montagna, riscoprendo storie e leggende dimenticate. Alle prese con il suo primo viaggio a piedi, il protagonista si confronta anche con i suoi amori, le sue passioni e i suoi demoni, che assumono la forma di visioni fantasmagoriche e incontri inaspettati. Perché, come dice un misterioso personaggio all’inizio del libro, “non si è mai del tutto soli quando si cammina con se stessi”. E da uno zaino da quaranta litri può uscire di tutto: anche una mamma ansiosa e un filosofo cinico. A metà tra il romanzo di viaggio e la satira di costume, questo libro è una passeggiata sentimentale nel cuore dell’Appennino. Una guida semiseria a uno dei percorsi pedestri più belli d’Italia.

 

 

2019-12-08T15:33:19+00:00 December 8th, 2019|I racconti del caminetto|

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