Il mare e la luna

Ci sono uomini eccezionali che sanno leggere un evento e guardare però allo stesso tempo al futuro. Alcuni di questi uomini scrivono dandoci la grande possibilità di condividere emozioni, pensieri, suggestioni e perchè no ricordi. Una di queste penne è il giornalista Romano Tripodi che racconta come visse  l’esperienza dell’allunaggio da spettatore prima ancora che come professionista della comunicazione. Romano è un amico, la sua firma non ha bisogno di presentazioni e siamo particolarmente felici ed onorati di potere ospitare questo suo scritto. E’ davvero un regalo prezioso che pubblichiamo il giorno successivo l’anniversario dell’allunaggio perchè ci piace pensare a tutto ciò che la prima camminata sulla luna ha portato in positivo a tutte quelle barriere che in molti avranno pensato di potere superare dopo un evento così eccezionale. E quindi grazie Romano perchè sono i contributi come il tuo che ci spingeranno sempre a fare di meglio.

Al Mare, il nostro Mare, è legato gran parte del mio vissuto, con memorie e ricordi che, nonostante il tanto tempo trascorso, rimangono vivi, brillanti e trasparenti, come erano le sue acque. Il periodo dalla infanzia alla maturità vissuto a Scilla nei canonici mesi estivi; le prime vacanze “autofinanziate”, grazie all’inizio della avventura giornalistica all’Associated Press, dapprima in una solitaria e sconosciuta Vulcano e poi nelle vicine Stromboli e Filicudi ed a seguire gli intermezzi di Capri, Maratea e Giannutri. E fu proprio nell’allora sperduta isola dell’Arcipelago toscano, che in quel luglio del 1969 cercava di affacciarsi ad un turismo di elite, grazie alle iniziative immobiliari della coppia Battaglia-Caldonazzo, che ebbi la fortuna, quasi da miracolato, di poter seguire, in condizioni tecniche a dir poco rudimentali, il primo sbarco dell’Uomo sulla luna. Sul piccolo imbarcadero, al quale era attraccata alcuni giorni prima, con a bordo il sottoscritto, la “vecchia” Marianna, la nave cisterna che, salpando settimanalmente da Orbetello, riforniva di acqua la spopolata Giannutri, complice la luna piena che, quella notte del 20 luglio di mezzo secolo fa, rischiarava il circostante specchio d’acqua, l’Uomo del Faro e factotum dell’isola aveva piazzato un piccolo televisore, naturalmente in bianco e nero, con una parvenza di parabolica incorporata. Cominciò tra lo sparuto gruppo di telespettatori, villeggianti in costume da bagno, una attesa emotivamente in crescendo, mentre sul piccolo schermo le immagini si alternavano ad improvvisi e sempre più continui “blackout”. Del resto era comprensibile: a Giannutri non esistevano né grandi paraboliche né antenne televisive. Era un luogo ideato per godere solo ed esclusivamente del suo mare incontaminato e del verde che lo arricchiva. E mentre ci giungevano le voci ed i commenti di Andrea Barbato e degli altri giornalisti della Rai impegnati nella storica diretta, improvvisamente lo schermo del piccolo televisore si rischiarò ed, autentico miracolo, potemmo scorgere la sagoma di Neil Armstrong scendere la scaletta del modulo lunare e, ripreso dalla telecamera impugnata dal secondo astronauta americano, Edwin“Buzz”Aldrin, porre il suo piede sul nostro satellite e a saltelli, cominciarne a percorrerne la superficie sollevando spruzzi di sabbia. Immagini vivide ed indelebili, uno spettacolo che la Luna piena ci aveva come proiettato su quel piccolo televisore in bianco e nero. Un Prodigio celeste!

Romano Tripodi

(ringraziamo Roberto Battisti per la foto)

2019-07-21T18:56:09+00:00 July 21st, 2019|Calderone|

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