Salone del libro, uno spazio per chi vuole conoscere “il gioco del mondo”

Per i lettori, gli appassionati, gli studiosi, i curiosi oggi prende il via Il 32° Salone del Libro da giovedì 9 fino a lunedì 13 maggio 2019 al Lingotto Fiere di Torino, con scrittori e scrittrici internazionali e un programma intensissimo di incontri e percorsi. Cinque giorni di dialoghi e riflessioni sulla contemporaneità intorno ai libri e alla lettura con autori ed editori provenienti da tutto il mondo.

Il titolo scelto per questa edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino è Il gioco del mondo, titolo di una delle opere più influenti degli ultimi cinquant’anni scritta da Julio Cortàzar, che fu un ponte tra due continenti e tra diverse culture; in grado di orientare pensieri e riflessioni, per superare il confine e per accorgersi, giocando, che quel limite è evanescente e labile perché tracciato con un gesso.

Questa la grande novità del Salone del Libro 2019. Non ci sarà un Paese, bensì una lingua ospite. Poiché le frontiere sono linee immaginarie ma per molti invalicabili, la volontà che guida la manifestazione di maggio è quella di oltrepassarle, giocando, sperimentando per inventare e aprire nuovi e antichi passaggi. Tutto ciò è possibile appellandosi a una lingua che unisce popoli e Paesi di diversi continenti, ovvero lo spagnolo, tra le lingue più parlate al mondo e tra quelle che la letteratura ha scelto per esplorare a fondo il cuore degli uomini. Per quanto riguarda l’Italia le Marche sono la Regione ospite del Salone. Lo Spazio Marche sarà un intreccio di dialoghi e incontri variegati, dalla fotografia al digitale, dalla letteratura alla poesia, con le presentazioni dei festival letterari e premi che animano la vita culturale del territorio. E ancora, incontri con autori ed editori marchigiani, poeti e intellettuali come Alberto Folin, il biblista Alberto Maggi, Luca Mercalli, Mohamed Razane, Filippo La Porta, Franco D’Intino, Stefano Petrocchi, Paolo Di Paolo, Giorgio Zanchini, Loredana Lipperini, Vittorio Sgarbi. Noi di DiaridiPalude siamo strenui sostenitori della biblioterapia. Leggere un libro diventa un momento sacro, in cui si stacca la spina da tutto il resto che permette di riflettere, ascoltarsi, scoprirsi e perchè no anche di fantasticare… tutte modalità che ci fanno sentire leggeri e soprattutto in compagnia di un amico fedele che ci fa stare bene: il libro. Sovente i malesseri dell’anima, i disagi emotivi e affettivi non dipendono necessariamente da vere patologie, quanto piuttosto dalla solitudine, dalla mancanza di spazio delle proprie esigenze interiori e dalla necessità di dare un senso alla propria vita. Leggere e scrivere , può veramente dilatare lo spazio interiore ed aiutare a ripristinare l’equilibrio, creando uno scambio tra lettore e autore che comunica sentimenti, riflessioni , vie di salvezza e consapevolezza nonchè di crescita ed approfondimento tant’è vero che è sempre più diffusa tra le cliniche e le strutture ospedaliere la pratica di utilizzare i libri per agire in profondità come un farmaco fondamentale per “trasformare” il necessario “cambiamento”.Le parole scritte rappresentano un linguaggio non verbale che salva sia chi scrive che chi legge, perché raccontano della vita, dell’ambiente che ci circonda e del nostro mondo interiore, e, immergersi nel testo prima estraniandosi poi oggettivandosi per ricondurre a sé i contenuti del testo stesso, favorisce elaborazioni che dal mentale passano al mondo degli istinti, scrigno dei nostri talenti ancora a noi sconosciuti. Pennac sosteneva che “il verbo leggere, come il verbo sognare e amare, non sopporta l’imperativo”. È una scelta e noi amiamo scegliere. Sempre.

 

2019-06-13T14:58:23+00:00 May 9th, 2019|Anofele, Dove si va|

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