Sboccia la voglia di libri: recensioni in vista e nuove proposte, tutti i titoli

E’ arrivata la primavera e forse il pensiero di un caminetto acceso nonostante qualche goccia di pioggia potrebbe sembrare un po’…fuori stagione. Ma non è così. I racconti del caminetto sono come una stanza segreta che ognuno nasconde dove vuole, un posto fantastico in cui un caminetto può essere acceso anche mentre fuori fioriscono prati di splendidi fiori e con essi, per noi sbocciano anche le parole. Quali? Quelle contenute nei libri che stiamo per scegliere ed in quelli di cui parleremo nel prossimo incontro. Tanto per cominciare ci vediamo venerdì 5 aprile stesso posto stessa ora, tutti possono partecipare fino ad esaurimento posto e cosa che non ci stancheremo mai di dire, gli incontri sono ovviamente gratuiti (per info su come partecipare scrivere a diaridipalude@gmail.com)

Nel prossimo incontro parleremo di ben due libri, gli ultimi che i partecipanti ai Racconti del caminetto hanno letto. Si tratta di “Leone”di Paola Mastrocola e “La vita inizia quando trovi il libro giusto” di Ali Berg, Michelle Kalus. Come già fatto per “Le Assaggiatrici” dopo l’incontro sarà pubblicata la nostra recensione e questa volta almeno per uno dei due libri forse non saremo così buoni…ma non vogliamo anticiparvi altro.  Nel frattempo pubblichiamo la lista dei titoli che saranno portati al prossimo incontro, a votazione sarà scelta la prossima lettura. Anche voi potete esprimere la vostra preferenza per noi conoscere la vostra opinione è davvero molto importante. Quindi vi aspettiamo ai nostri incontri e anche qui, sulla nostra pagina Facebook 

Ecco le nostre proposte per il prossimo incontro:

La vita dispari (Paolo Colagrande – 288 pag 19,50 euro) La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un ragazzino che vede solo una metà del mondo, destinato a diventare un adulto che vive solo a metà. E se metà fosse meglio di tutto? Paolo Colagrande compie un prodigio, perché in queste pagine – dove Gianni Celati incontra Woody Allen – il godimento vivissimo di una scrittura straordinaria va a braccetto con un’allegria contagiosa. La «vita dispari» è quella che – ridendo di noi stessi – conduciamo tutti noi a qualsiasi età quando tentiamo di indovinare la parte mancante delle cose. Paolo Colagrande è nato a Piacenza nel 1960. Il suo ultimo romanzo è Senti le rane (nottetempo 2015, Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati). Paolo Colagrande è nato a Piacenza nel 1960. Ha pubblicato i romanzi: Fídeg (Alet 2007, Premio Campiello Opera Prima, finalista Premio Viareggio), Kammerspiel (Alet 2008), Dioblú (Rizzoli 2010), Senti le rane (nottetempo 2015, Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati). Quando Buttarelli scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere, per tentare di fare un po’ di chiarezza o forse per aumentare la confusione, la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all’insegna del paradosso: la silenziosa guerra con la preside Maribèl, la passione per Eustrella, il fidanzamento simultaneo con otto – otto – compagne di scuola, gli strambi insegnamenti esistenziali impartitigli dal padre putativo, il matrimonio con Ciarma, l’infatuazione per una certa Berengaria. «Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato, e allora era piú prudente tornare indietro».

Memorie di una ragazza perbene (Simone de Beuvoir – 384 pag 13 euro) Le tappe obbligate di un’educazione sentimentale, l’inevitabile scontro con la famiglia e l’ambiente sociale dell’alta borghesia francese conservatrice e bigotta, i meschini pregiudizi d’un mondo in declino insieme con i primi dubbi, i contrasti sentimentali, le tensioni, accompagnano il lungo viaggio verso la conquista di sé, fino agli anni dell’università e l’incontro con alcune tra le piú note figure della cultura francese, da Simone Weil a Raymond Aron, da Merleau-Ponty a Roger Vailland e Jean-Paul Sartre.

 

 

 

 

 

I racconti delle donne (288 pag 19,50 euro) I nomi parlano da soli: Natalia Ginzburg, Alice Munro, Jean Rhys, Lydia Davis, Joan Didion, Valeria Parrella, Dorothy Parker, Grace Paley, Marguerite Yourcenar, Yasmina Reza, Nora Ephron, Elsa Morante, Flannery ’O Connor, Joyce Carol Oates, Chimamanda Ngozi Adichie. Raccontare le donne significa far vedere il mondo: sempre diverso e sempre in cammino. Significa raccontare una forza che all’improvviso squarcia tutto, oppure si nasconde, o cammina piano e prepara la strada alle altre. L’amicizia, l’invidia, l’amore, lo smarrimento, la malinconia, gli uomini, la paura, il sesso, i figli, la solitudine, la gelosia, l’ambizione, l’ironia. E la libertà: conquistarla, gettarla via, piangerci sopra, riprendersela in un istante di grazia. Essere una donna non è solo salvarsi o perdersi: è ostinarsi a cercare la felicità, ed è a volte l’istinto a preferire altre esistenze alla propria. Ma è anche trovare un angolo sempre nuovo e sempre terribilmente interessante da cui raccontare tutto, con un’idea concreta, intima e spietata della realtà. Da Virginia Woolf a Kathryn Chetkovich: le continue ridefinizioni dell’essere, del vivere, del fare letteratura. Annalena Benini compone un canone contemporaneo e vitale, rivelando il suo sguardo e la sua voce di scrittrice.

 

Sal (Mick Kitson – 236 pagine 18,50) Sal ha pensato a tutto. Il coltello da caccia e gli scarponcini li ha comprati su Amazon con le carte di credito rubate. Ha preparato il kit del pronto soccorso, studiato le mappe delle foreste scozzesi e passato ore a guardare corsi di sopravvivenza su YouTube. Adesso è pronta. Sal ha tredici anni, sua sorella Pepa solo dieci: due bambine che del mondo sanno già troppo. La mattina in cui scappano di casa si lasciano alle spalle una madre alcolizzata, un patrigno violento e un omicidio. Fuggono dalla brutalità quotidiana per trovare quiete e rifugio nei boschi, dove vivono in una capanna e si nutrono di tutto quello che riescono a cacciare. Premere il grilletto non è quasi mai un problema: in natura la violenza è all’ordine del giorno, una questione di vita o di morte. Quando si è soli nella foresta, il pragmatismo è l’unico antidoto alle crisi di panico, mette a tacere i fantasmi del passato, impedisce al terrore di avere la meglio. Perché Sal è in grado di sopravvivere in condizioni estreme, ma non ha idea di come vivere una vita normale. Un romanzo sull’amore tra sorelle, in cui alla lingua concreta del manuale di istruzioni si mescola quella fulminea di Twitter e Snapchat e quella familiare e dolcissima delle storie sussurrate davanti al fuoco.

 

Il lupo e il filosofo. Lezioni di vita dalla natura selvaggia (di Mark Rowlands – 240 pagine – 14 euro) Mark Rowlands, giovane e inquieto docente di filosofia in un’università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui dà nome Brenin (“re” in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall’America all’Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. E sarà, soprattutto, una fonte continua di spunti di riflessione e idee filosofiche perché, contrariamente allo stereotipo che ne fa un emblema del male, della ferocia, del lato oscuro dell’umanità, il lupo è per Rowlands metafora di luce e di verità, la guida per un viaggio interiore alla scoperta della propria più intima e segreta identità: “Il lupo è la radura dell’anima umana… svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi”. La sua natura selvaggia e indomabile, infatti, rivela a chi gli sta accanto un modo di vivere e di fare esperienza del mondo non solo radicalmente diverso da quello degli uomini, ma forse anche più autentico e appagante perché immune da doppi fini, da ogni atteggiamento di calcolo e manipolazione.

Il rumore delle parole (Vittorio Andreoli – 350 pagine 19 euro) Al ventiduesimo piano di un condominio di periferia vive un vecchio. Non esce mai, non incontra nessuno, nemmeno i figli o i nipoti lo vanno a trovare. Il mondo che sta là fuori gli è estraneo, eppure lui sente che, pur non avendo più alcun ruolo sociale, la sua esistenza ha ancora un senso. Del resto, che la vecchiaia inizi a sessantacinque anni è una pura convenzione stabilita dalla società fondata esclusivamente sul lavoro e sul denaro. Così si siede davanti a un microfono e, invece di rompere la sua solitudine varcando la porta di casa diretto al bar o ai giardinetti, apre la porta verso l’universo virtuale ed entra nella rete. Con grande “sospetto” e incertezza racconta le sue riflessioni su alcune parole che hanno riempito la sua esistenza. Democrazia, assurdità, bellezza e vecchiaia: sono questi i termini attorno a cui costruisce quattro lezioni virtuali. Le sue sono parole al vento o c’è qualcuno disposto ad ascoltarlo? Con un certo stupore il vecchio scopre che il suo pubblico cresce lezione dopo lezione. Abbattuto il muro che lo escludeva da qualsiasi relazione, si rende conto di avere di nuovo una voce. Sa di essere fragile, ma è proprio quella fragilità a renderlo più umano. Nella dimensione del “noi” che emerge a poco a poco, capisce che l’unica cosa che conta davvero è il presente e che “vivere non è parlare, ma correre da chi ha bisogno”. Parole vuote? Parole come semplice rumore? Vittorino Andreoli mette in scena in queste sue nuove pagine un teatro della verità a tratti autobiografico.

La sirena e Mrs Hancock (mogen Hermes Gowar – 475 pagine 22 euro) Una sera di settembre del 1785 l’armatore e mercante Jonah Hancock sente bussare insistentemente alla porta. E’ il capitano della sua nave Calliope che gli comunica di essere entrato in possesso del corpo mummificato di una sirena. Pur dotato di un certo senso degli affari, Mr Hancock sa poco o nulla delle faccende più prosaiche della vita e non sa come sfruttare quella prodigiosa stranezza. A venirgli in aiuto ci pensa la tenutaria di un bordello di lusso, Mrs Chappell, che gli propone di affittarla come arredo per incuriosire i suoi clienti. Nella casa di piacere Jonah incrocia lo sguardo di Angelica Neal, la donna più bella che abbia mai visto. Ma l’amore, a differenza delle sue attività commerciali, non è cosa semplice, e non basta saper fare i conti perché tutto torni. Per accettare le sue profferte d’amore, Angelica pone al mercante una condizione estrema: vuole per sé, donna suadente e fatale, un esemplare altrettanto suadente e fatale di sirena. Sennonché i desideri esauditi hanno spesso conseguenze impreviste. Per Angelica e Mr Hancock inizia una serie di peripezie che li porta dal centro di Londra al mare aperto. Un viaggio al termine del quale i concetti di piacere, amore e indipendenza saranno rovesciati e gloriosamente riconquistati.

2019-04-03T18:40:45+00:00 April 3rd, 2019|I racconti del caminetto, Letture dalla Palude|

About the Author: